violettabellocchio:

“A intervalli regolari - diciamo ogni cinque anni? - ci viene riproposta la favola del masochismo come nuova frontiera del sesso per signore e signorine. La linea ideologica è questa: tutte le donne hanno conquistato potere e autonomia, perciò obbedire a un uomo è la fantasia definitiva, l’anello d’acciaio chirurgico che conduce al palazzo della saggezza. 
A parte l’ovvio - tutte chi? perché dovete dire tutte? perché se no non vi entra il titolo? - e a parte il fatto che viviamo in un mondo dove Rihanna vende milioni di dischi, la parte peggiore è la ciclicità di questa roba. Sembra ieri che al cinema arrivava Secretary (ve lo ricordate?, ragazza masochista diventa schiava dell’avvocato per cui lavora; alla fine si sposano, e lei disubbidisce alle regole fissate da lui, in modo da garantirsi una succulenta punizione.) Secretary, ragazze e ragazzi: cazzata col fischio il cui rapporto «articoli di giornale vs. consumo reale del prodotto» si assestò sul 30:1, però almeno ogni tanto faceva ridere. (“Sorridere”? Me la passate, “sorridere”?) Mentre qui è tutto tragicamente preso sul serio. E allora vai di TENDENZA, con articoli di fondo commissionati a personaggi tipo Katie Roiphe, per assicurarsi il parere femminile sull’argomento. 
(Tra parentesi, Katie Roiphe: saggista diventata semi-celebre per un testo pubblicato a 26 anni, The Morning After, in cui sosteneva che il grosso degli stupri erano in realtà rapporti consensuali, e che dietro ogni donna abusata da un fidanzato o da un conoscente si celava una tipetta troppo svelta a togliersi le mutande che poi diceva «oh no! un’altra scopata occasionale! quanto me ne pento!». Dov’è il vostro post-femminismo adesso.) “ 
—— 
(Questa puntata della rubrica Santa Barbara mi ha tolto la fiducia in ogni futuro che escluda la Vittoria delle Macchine sul genere umano.) 

violettabellocchio:

“A intervalli regolari - diciamo ogni cinque anni? - ci viene riproposta la favola del masochismo come nuova frontiera del sesso per signore e signorine. La linea ideologica è questa: tutte le donne hanno conquistato potere e autonomia, perciò obbedire a un uomo è la fantasia definitiva, l’anello d’acciaio chirurgico che conduce al palazzo della saggezza. 

A parte l’ovvio - tutte chi? perché dovete dire tutte? perché se no non vi entra il titolo? - e a parte il fatto che viviamo in un mondo dove Rihanna vende milioni di dischi, la parte peggiore è la ciclicità di questa roba. Sembra ieri che al cinema arrivava Secretary (ve lo ricordate?, ragazza masochista diventa schiava dell’avvocato per cui lavora; alla fine si sposano, e lei disubbidisce alle regole fissate da lui, in modo da garantirsi una succulenta punizione.) Secretary, ragazze e ragazzi: cazzata col fischio il cui rapporto «articoli di giornale vs. consumo reale del prodotto» si assestò sul 30:1, però almeno ogni tanto faceva ridere. (“Sorridere”? Me la passate, “sorridere”?) Mentre qui è tutto tragicamente preso sul serio. E allora vai di TENDENZA, con articoli di fondo commissionati a personaggi tipo Katie Roiphe, per assicurarsi il parere femminile sull’argomento. 

(Tra parentesi, Katie Roiphe: saggista diventata semi-celebre per un testo pubblicato a 26 anni, The Morning After, in cui sosteneva che il grosso degli stupri erano in realtà rapporti consensuali, e che dietro ogni donna abusata da un fidanzato o da un conoscente si celava una tipetta troppo svelta a togliersi le mutande che poi diceva «oh no! un’altra scopata occasionale! quanto me ne pento!». Dov’è il vostro post-femminismo adesso.) “ 

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(Questa puntata della rubrica Santa Barbara mi ha tolto la fiducia in ogni futuro che escluda la Vittoria delle Macchine sul genere umano.) 

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